English version follows at the end.
Nel corso della storia, i fiumi e le città hanno spesso cambiato nome a seconda delle popolazioni che li abitavano e delle trasformazioni politiche e culturali. Un caso esemplare è quello del fiume Chienti e delle località vicine, che nel tempo hanno assunto denominazioni diverse. Ad esempio, un ramo del Chienti che attraversava Pievebovigliana era noto come Boveliano, mentre un altro ramo era chiamato Torino, nome che deriva dall’antico centro abitato di Pievetorina.
Le testimonianze storiche confermano che Pievetorina era anticamente conosciuta come Torino almeno fino al XVI secolo. Questo è attestato da una lettera di papa Pelagio I, che nel VI secolo menziona una chiesa “Taurinensis” appartenente alla diocesi di Spoleto. Anche Caterina Cybo, duchessa di Camerino, fa riferimento a Torino in una lettera inviata al fratello cardinale Lorenzo Cybo nel XVI secolo.
L’importanza storica della zona è confermata anche dai ritrovamenti archeologici. A Pievetorina, infatti, sono state scoperte una necropoli gallica e una stazione neolitica, simile a quelle di Gagliole, Filottrano e San Biagio presso Fano. Questi scavi, condotti nel 1919 da Innocenzo Dall’Osso, hanno rivelato tracce di insediamenti antichissimi, dimostrando la presenza di popolazioni umbre, celto-umbre ed etrusche. Il toponimo “Gagliole”, legato alla necropoli, rafforza l’ipotesi dell’origine gallica delle sepolture.
Un episodio significativo legato alla storia della Chiesa nella regione riguarda un mercante di nome Albino, che acquistò vasi sacri appartenenti alla chiesa di Torino e successivamente divenne chierico della diocesi di Camerino. Papa Pelagio I intervenne per chiedere la restituzione degli oggetti sacri, evidenziando un possibile conflitto tra le diocesi di Spoleto e Camerino. Questo episodio potrebbe riflettere tensioni più ampie tra la Chiesa romana e quella orientale, così come i conflitti tra la Chiesa gallica e quella romana.
Un’altra questione interessante riguarda l’identificazione della città di Taurasia, distrutta da Annibale dopo l’attraversamento delle Alpi. Secondo la tradizione, questa città corrisponderebbe all’attuale Torino in Piemonte. Tuttavia, alcune fonti suggeriscono che Annibale, dopo aver superato gli Appennini, abbia effettivamente devastato una località chiamata Taurasia situata nella zona di Pievetorina. Questa ipotesi si basa sulla presenza documentata del condottiero cartaginese nell’area di Colfiorito e lungo il fiume Potenza, nonché sul fatto che il territorio di Pievetorina fosse storicamente noto come la terra degli Asi, il che potrebbe spiegare l’antico nome Taurasia.
L’analisi della toponomastica e delle fonti storiche suggerisce quindi che l’antica Torino, oggi Pievetorina, abbia avuto un ruolo molto più rilevante nella storia di quanto generalmente si creda. La traslazione di nomi geografici nel corso dei secoli ha spesso portato a errori di attribuzione, facendo sì che eventi di grande rilievo fossero associati a località diverse da quelle originarie. Senza un’attenta ricostruzione storica e archeologica, molte di queste vicende rischiano di essere interpretate in modo errato, alterando la comprensione della storia delle città e delle regioni italiane.
Fonte:

II + II. La storia dei popoli delle Marche ovvero l’origine dell’Europa – Simonetta Torresi
The First Turin (English Version)
Over the course of history, rivers and cities have often changed names depending on the populations inhabiting them and the political and cultural transformations they underwent. A notable example is the Chienti River and the surrounding localities, which have been known by different names over time. For instance, a branch of the Chienti that passed through Pievebovigliana was once called Boveliano, while another branch was known as Torino, a name derived from the ancient settlement of Pievetorina.
Historical records confirm that Pievetorina was formerly known as Torino at least until the 16th century. This is evidenced by a letter from Pope Pelagius I in the 6th century, which mentions a “Taurinensis” church belonging to the Diocese of Spoleto. Additionally, Caterina Cybo, Duchess of Camerino, referred to Torino in a letter to her brother, Cardinal Lorenzo Cybo, in the 16th century.
The historical significance of the area is further confirmed by archaeological discoveries. In Pievetorina, a Gallic necropolis and a Neolithic settlement have been uncovered, similar to those found in Gagliole, Filottrano, and San Biagio near Fano. These excavations, carried out in 1919 by Innocenzo Dall’Osso, revealed traces of ancient settlements, demonstrating the presence of Umbrian, Celto-Umbrian, and Etruscan populations. The toponym “Gagliole,” linked to the necropolis, reinforces the hypothesis of a Gallic origin for the burials.
A significant event in the region’s ecclesiastical history involves a merchant named Albino, who purchased sacred vessels belonging to the church of Torino and later became a cleric in the Diocese of Camerino. Pope Pelagius I intervened to request the return of these sacred items, highlighting a possible conflict between the dioceses of Spoleto and Camerino. This episode might reflect broader tensions between the Roman and Eastern Churches, as well as disputes between the Gallic and Roman branches of Christianity.
Another intriguing issue concerns the identification of the city of Taurasia, which, according to tradition, was destroyed by Hannibal after crossing the Alps. This city is commonly associated with present-day Turin in Piedmont. However, some sources suggest that Hannibal, after crossing the Apennines, actually devastated a settlement called Taurasia located in the Pievetorina area. This hypothesis is supported by documented evidence of the Carthaginian leader’s presence in Colfiorito and along the Potenza River, as well as the fact that the territory of Pievetorina was historically known as the land of the Asi, which could explain the ancient name Taurasia.
An analysis of toponymy and historical sources suggests that the ancient Torino, now Pievetorina, played a far more significant role in history than is generally recognized. The relocation of geographical names over the centuries has often led to misattributions, causing major historical events to be associated with different locations from their original settings. Without careful historical and archaeological reconstruction, many of these episodes risk being misinterpreted, ultimately distorting the understanding of the history of Italian cities and regions.
Source: II + II. La storia dei popoli delle Marche ovvero l’origine dell’Europa – Simonetta Torresi








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