English version follows at the end.

Negli anni ‘90, la studiosa tedesca Hildegard Sahler fu incaricata di verificare se la chiesa di San Claudio al Chienti potesse essere identificata con Aquisgrana, la città di Carlo Magno. Il ricercatore Albino Gobbi ha analizzato i suoi studi, mettendo in dubbio il suo metodo e le sue conclusioni.

Secondo la Sahler, le chiese medievali delle Marche sarebbero state influenzate dall’architettura del nord Europa, in particolare dalla Lombardia. Per sostenere questa tesi, data la chiesa di San Claudio tra il 1010 e il 1040, ma senza prove concrete. Inoltre, nel suo libro in italiano afferma questa datazione con certezza, mentre nella versione inglese usa il termine “probabilmente”, segno di un’incertezza maggiore.

Un altro problema è il mancato confronto con la Cattedrale di Aquisgrana, considerata il modello principale dell’architettura carolingia. Sahler non ne include la pianta nel suo studio, evitando così di mostrare le differenze con San Claudio. Inoltre, descrive San Claudio in modo impreciso, sostenendo che abbia tre absidi invece di cinque e ignorando il fatto che molte chiese delle Marche condividano lo stesso schema architettonico.

Gobbi critica anche il fatto che Sahler non prenda in considerazione l’influenza di modelli architettonici orientali, come le chiese bizantine e armene, o edifici come la Chiesa di Santa Maria Maggiore di Siponto (costruita nel 493) e il Palazzo Hisham in Palestina, che potrebbero aver influenzato San Claudio più delle chiese del nord Europa.

Un’ulteriore contraddizione riguarda la chiesa di San Satiro a Milano, che Sahler ritiene il modello per le chiese marchigiane. Tuttavia, anche lei ammette che questo edificio ha influenze bizantine, il che rende la sua teoria meno solida. Inoltre, ignora il fatto che a San Satiro sono stati scoperti affreschi carolingi, che potrebbero indicare una storia architettonica diversa da quella ipotizzata.

In conclusione, secondo Gobbi, la Sahler evita confronti importanti e tralascia elementi che potrebbero contraddire la sua tesi. Il suo studio sembra voler escludere l’influenza dell’architettura bizantina e orientale, privilegiando invece l’idea che lo stile carolingio delle Marche derivi esclusivamente dal nord Europa. Gobbi, al contrario, ritiene più logico che lo stile carolingio sia nato proprio nelle Marche e si sia poi diffuso verso nord.

Fonte:

La rucola nr. 276, L’architettura carolingia di San Claudio al Chienti, Albino Gobbi



Archaeology or Prejudice? The German Scholar Ignores the Evidence (English Version)

In the 1990s, the German scholar Hildegard Sahler was tasked with verifying whether the Church of San Claudio al Chienti could be identified as Aachen, the city of Charlemagne. Researcher Albino Gobbi analyzed her studies, questioning her methods and conclusions.

According to Sahler, medieval churches in the Marche region were influenced by Northern European architecture, particularly from Lombardy. To support this thesis, she dates the Church of San Claudio between 1010 and 1040, but without concrete evidence. Moreover, in her Italian book, she states this dating with certainty, whereas in the English version, she uses the term “probably,” indicating greater uncertainty.

Another issue is the lack of comparison with Aachen Cathedral, considered the main model of Carolingian architecture. Sahler does not include its floor plan in her study, thereby avoiding a direct comparison with San Claudio. Additionally, she describes San Claudio inaccurately, claiming it has three apses instead of five and ignoring the fact that many churches in the Marche share the same architectural layout.

Gobbi also criticizes Sahler for not considering the influence of Eastern architectural models, such as Byzantine and Armenian churches, or buildings like the Church of Santa Maria Maggiore in Siponto (built in 493) and the Hisham Palace in Palestine, which could have influenced San Claudio more than Northern European churches.

Another contradiction concerns the Church of San Satiro in Milan, which Sahler considers the model for churches in the Marche. However, she herself admits that this building has Byzantine influences, which weakens her theory. Furthermore, she ignores the fact that Carolingian frescoes were discovered in San Satiro, which could suggest a different architectural history than the one she proposed.

In conclusion, according to Gobbi, Sahler avoids important comparisons and overlooks elements that could contradict her thesis. Her study appears to deliberately exclude the influence of Byzantine and Eastern architecture, favoring the idea that the Carolingian style in the Marche derives exclusively from Northern Europe. Gobbi, on the other hand, finds it more logical that the Carolingian style originated in the Marche and later spread northward.

Source:

La rucola nr. 276, L’architettura carolingia di San Claudio al Chienti, Albino Gobbi


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