English version follows at the end.

Nel 1993, Hildegard Sahler, una studiosa tedesca, arrivò nelle Marche per studiare chiese romaniche a croce greca iscritta come San Claudio al Chienti, San Vittore alle Chiuse, Santa Croce dei Conti e Santa Maria delle Moje. Sahler pubblicò diversi studi su queste chiese, incluso il più importante, “San Claudio al Chienti e le chiese romaniche a croce greca iscritta nelle Marche”, un’opera di 300 pagine con 228 fotografie.

Nonostante la competenza di Sahler, Albino Gobbi la critica per essere una “studiosa di parte”, paragonata a un avvocato che esalta gli argomenti a favore della sua tesi e minimizza quelli contrari. Gobbi associa Sahler a un gruppo di intellettuali della Renania Settentrionale-Vestfalia, che promuovono la teoria secondo cui Aquisgrana (Aachen) fosse la capitale dell’Impero carolingio. Questa teoria si basa sulla costruzione di una chiesa da parte di Carlo Magno, ma emerge un problema: secondo il vescovo Teodulf, l’oratorio di Germigny-des-Prés imitava la chiesa della capitale carolingia, che però era quadrata, diversamente dalla pianta ottagonale e goticheggiante della chiesa di Aachen.

Gobbi critica Sahler anche per il modo in cui affronta il tema dei “Ministeri”, che sostiene essere presenti solo nella diocesi di Fermo fino al 1572 e che equipara ai gastaldati longobardi. Secondo l’autore, Sahler ha ignorato il Capitulare de Villis, un documento carolingio che descrive in dettaglio l’organizzazione della reggia e il sistema amministrativo, in cui si parla di “Ministeri” legati alla corte regia, e non ai gastaldati longobardi. Sebbene Sahler conoscesse il documento, preferì legare i Ministeri ai longobardi per sostenere la teoria germanica su Aachen come capitale.

Inoltre, Gobbi accusa Sahler di confondere periodi e poteri etnici diversi, facendo rivivere il termine “gastaldato” in contesti dove era già scomparso sotto il dominio franco. Dopo la sconfitta del re longobardo Desiderio nel 774, Carlo Magno conquistò la maggior parte dell’Italia, sostituendo l’organizzazione amministrativa longobarda con quella franca.

Gobbi sottolinea anche la confusione di Sahler sui termini “Ministerium” e “Pieve”. Secondo studiosi come Pacini, Sahler sembra suggerire che il “Ministerium” sia simile alla “Pieve”, ma senza fornire prove solide. Gobbi la accusa di voler condizionare futuri studiosi con un messaggio subliminale per sostenere questa equivalenza.

Gobbi osserva inoltre che Sahler nota l’uso del termine “Privilegio” nei documenti relativi a San Claudio al Chienti, ma non approfondisce il perché di questo termine o la sua relazione con i Ministeri. Gobbi suggerisce che Sahler non considera l’idea che un Ministerium di origine carolingia possa aver assunto lo status di “Privilegio” quando le terre passarono sotto l’amministrazione della Chiesa.

Viene inoltre criticata da Gobbi per la sua interpretazione del termine “Curtis”. Sahler sostiene che i casali longobardi furono gradualmente integrati nelle curtis franche durante l’epoca carolingia. Tuttavia, Gobbi contesta l’affermazione di Sahler, sostenendo che confonda l’uso dei termini longobardi e franchi e suggerisca erroneamente una connessione con il mondo bizantino, nonostante questo avesse già perso influenza nella regione.

In sintesi, Gobbi accusa Sahler di distorcere le informazioni storiche per sostenere la narrativa che pone Aachen come capitale carolingia, ignorando prove storiche e documentali che potrebbero invece puntare alle Marche come sede della vera capitale dell’Impero carolingio.

Fonte:

La rucola nr. 274, La contestazione, Albino Gobbi



Albino Gobbi Vs Hildegard Sahler (English Version)

In 1993, Hildegard Sahler, a German scholar, arrived in the Marche region to study Romanesque churches with a Greek cross layout, such as San Claudio al Chienti, San Vittore alle Chiuse, Santa Croce dei Conti, and Santa Maria delle Moje. Sahler published several studies on these churches, including her most significant work, “San Claudio al Chienti and the Romanesque Churches with Greek Cross Layout in the Marche”, a 300-page book with 228 photographs.

Despite Sahler’s expertise, Albino Gobbi criticizes her as a biased scholar, likening her to a lawyer who magnifies arguments in favor of her thesis and downplays opposing ones. Gobbi associates Sahler with a group of intellectuals from North Rhine-Westphalia who promote the theory that Aachen was the capital of the Carolingian Empire, based on the construction of a church by Charlemagne. However, there’s a problem: according to Bishop Theodulf, the oratory at Germigny-des-Prés imitated the church of the Carolingian capital, which was square in design, unlike the octagonal and Gothic-like structure of the Aachen church.

Gobbi also criticizes Sahler for her approach to the “Ministeria,” which she claims existed only in the diocese of Fermo until 1572, equating them with Lombard gastaldates. According to Gobbi, Sahler ignored the Capitulare de Villis, a Carolingian document detailing the organization of the royal court and its administrative system, which refers to “Ministeria” connected to the royal court, not the Lombard gastaldates. Although Sahler was aware of this document, she preferred to associate the Ministeria with the Lombards to support the German theory about Aachen as the capital.

Moreover, Gobbi accuses Sahler of mixing up different historical periods and ethnic powers by reviving the term “gastaldato” in contexts where it had already disappeared under Frankish rule. After the defeat of the Lombard king Desiderius in 774, Charlemagne conquered most of Italy, replacing the Lombard administrative system with the Frankish one.

Gobbi further points out Sahler’s confusion regarding the terms “Ministerium” and “Pieve.” According to scholars like Pacini, Sahler seems to suggest that the “Ministerium” is similar to the “Pieve,” but without providing solid evidence. Gobbi accuses her of subtly trying to influence future scholars to accept this equivalence.

The author also notes that Sahler mentions the use of the term “Privilegio” in documents related to San Claudio al Chienti, but does not delve into its meaning or its relationship to the Ministeria. Gobbi suggests that Sahler overlooks the possibility that a Carolingian Ministerium might have acquired the status of “Privilegio” when the lands were temporarily administered by the Church.

Additionally, Gobbi criticizes Sahler’s interpretation of the term “Curtis.” Sahler claims that Lombard farmsteads were gradually incorporated into Frankish curtis during the Carolingian period. However, Gobbi disputes Sahler’s claim, arguing that she confuses Lombard and Frankish terminology and erroneously suggests a connection to the Byzantine world, even though its influence in the region had long faded.

In summary, Gobbi accuses Sahler of distorting historical information to support the narrative that Aachen was the Carolingian capital, while ignoring historical and documentary evidence that could instead point to the Marche region as the true seat of the Carolingian Empire.

Source:

La Rucola nr. 274, La contestazione, Albino Gobbi


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